Borio Guido / Pozzi Francesca / Roggero Gigi - Gli operaisti
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In Italia, alla fine degli anni Cinquanta, un ristretto gruppo di intellettuali e militanti politici di base inaugura, con la rivista «Quaderni rossi», un percorso di pensiero critico nei confronti dell’ortodossia marxista, che segnerà in modo indelebile i destini dei movimenti sociali dei decenni successivi. Gli operaisti sono passati alla storia come gli autentici innovatori della politica come azione rivoluzionaria. I loro detrattori li hanno invece bollati come i «cattivi maestri», ispiratori di teorie e pratiche estremistiche, parti delle quali sarebbero sfociate nel terrorismo di fine anni Settanta.
Delle tesi operaiste si sono cibate le lotte studentesche del ’68 e quelle operaie dell’«autunno caldo» del ’69. Da esse hanno avuto origine i gruppi extraparlamentari più significativi come Potere Operaio e Lotta Continua, nuove forme di organizzazione sindacale, l’esperienza dell’Autonomia operaia, riviste, giornali, case editrici.

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