Di Cicco Lucio - La bottega del pane

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Sulmona, 1839. Il barone don Panfilo Merlino parte alla volta di Napoli per l’inaugurazione della prima ferrovia. In tasca ha un sasso screziato d’azzurro che crede fatato. È l’inizio di una lunga traversata, tra diligenze sgangherate, briganti e osterie. Ma è anche la prima di molte storie che attraversano più di un secolo, seguendo le vicende di un’antica famiglia, del suo palazzo e del popolo.

La pietra azzurra passa di mano in mano, tra le dita di un pastore, nel borsello di un fuorilegge, nel palmo di un ufficiale, e finisce appesa con una catenina alla parete di una dimora ormai spoglia. Intanto si canta, si ama e si muore: un sarto impazzisce per una bella pantalonaia, una giovane per difendere la propria dignità si arma, cittadini stremati dalla fame insorgono.

Con una prosa ironica e struggente, Lucio Di Cicco dipinge un affresco in cui fantasia e memoria si impastano per dare vita a ogni gesto, ogni voce, ogni superstizione, e un mondo andato perduto riprende a pulsare...