Garofalo Mauro - La tigre e l'usignolo

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Cosa resta di noi quando non ci siamo più? Una corda tesa, un sorriso, la malinconia per non aver detto tutto quello che volevamo, per quell’amore che avremmo potuto seguire, e invece. Ma, soprattutto, quel che resta è degli altri: ed è attraverso i loro sguardi, ricordi, narrazioni e appropriazioni che la storia di Alberto, il protagonista del romanzo, viene raccontata, e lui stesso rivive. Perché è la vita, comunque, a essere più forte di tutto: nella Tigre e l’usignolo, titolo ispirato a Cristina Campo, la fine di una persona, la tigre che sbrana, è “un inno ai giorni che abbiamo a disposizione”, l’usignolo che canta, frulla le ali e prende il volo. Alberto si impicca in un parco in mezzo alla primavera. E viene raccontato da diversi personaggi che lo incontrano in qualche tappa del suo ultimo cammino. Ma questo romanzo non è un’indagine sulla perdita: è invece una storia di metamorfosi, recupero e riscatto, che Mauro Garofalo dedica alla memoria di un amico.