Lunati Gabriele - Kraftwerk. Il suono dell'uomo-macchina. Una forma ben organizzata d'anarchia
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Chi erano, o meglio, chi sono i Kraftwerk e cosa hanno rappresentato per la storia della musica? La risposta è semplice: quattro umanoidi la cui visione delle cose rivoluzionò il pop. Non musicisti, o meglio anti-rockstar per eccellenza, alla figura stereotipata e invadente del divo da copertina hanno sempre opposto l'idea del musicista come tecnico nella fabbrica del suono. Hanno gettato le basi della musica elettronica (persino i deejay neri devono molto a loro) e raccontato in forma canzone il rapporto d'amore/odio per le macchine, la tecnologia, i computer. Su autostrade o in centrali elettriche, su treni transeuropei o in corse ciclistiche... Siamo tutti robots. Per citare una delle più celebri riviste musicali (Q magazine), "senza di loro non ci sarebbero stati l'hip-hop, la house, la musica ambient, l'electro e persino Michael Jackson".

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