Morelli Paolo - Ridondanze

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Nel rione romano di Testaccio resiste quell’attitudine a raccontare storie, per lo più comiche, capace di mettere in moto il cuore pulsante del pensiero umano: la fantasia. Considerata ormai come l’infanzia del pensiero, ne è invece l’originaria pienezza, il ponte, il primo tramite tra il noto e l’ignoto, tra quello che crediamo di sapere e l’enigmatico che non riusciamo a spiegarci. Con ogni evidenza, dice Morelli, la fantasia sta sparendo dalla faccia della terra, sostituita dall’immaginazione calcolata e meccanica.

Uno scrittore solitario si mette in ascolto per salvare, per trasmettere, raccontando a sua volta quello che ha ascoltato, in quella specie di conversazione universale che è la letteratura: un pittore in disgrazia, un genio a colazione, un tizio scorbutico e sfortunato, uno scrittore ecologista frustrato, per finire con le massime di Carmine il barbiere, che ragiona a modo suo e poi ti sbaglia le basette.