Pasquandrea Sergio - Approssimazioni e convergenze
10,00 €
Qual è il limite estremo della parola poetica? Fino a che punto essa può smaterializzarsi nell’astrazione e quanto, invece, può aderire alla cosa in sé? È possibile tendere i rapporti semantici, rimanendo però il più possibile vicini alla corporeità? Questo libro è un’esplorazione sulle potenzialità della parola. Si articola in due parti, distinte ma speculari: la prima, Approssimazioni, ha come asintoto il corpo femminile, che è sé stesso, nella sua fisicità più erotica, ma si identifica anche con la Parola assoluta; la seconda parte, Convergenze (sottotitolo “Contributo a una storia della Bellezza”), si misura con una serie di quadri del Rinascimento, ai quali i versi danno voce, nel tentativo di circumnavigare quell’esperienza di per sé ineffabile che è il Bello.
Nel suo corpo a corpo con il Senso, “Approssimazioni/ Convergenze” vuol proporsi come un’utopica coincidentia oppositorum: massima esattezza descrittiva e, insieme, massima astrattezza speculativa.

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