Uscito nel 1967 e finora inedito in Italia, Il pilota scomparso è l’esordio di James Tate, uno dei poeti più influenti della letteratura americana del secondo ‘900, premio Pulitzer nel 1991 per il volume Selected Poems. Queste poesie sono storie di impermanenza: amori minacciati dall’ombra della fine, personaggi disperati che vagano per la città in cerca di compimento. Sullo sfondo, i palcoscenici irreali di avenues coperte di neve sporca, di macellerie con “nient’altro che ossa,” del “buio caldo delle hall d’albergo,” di fontane rotte, di città senza nome, a metà fra i quadri di Hopper e le tavole di Windsor McCay, in cui il soggetto si muove spaesato, perennemente convocato da qualcosa di misterioso che si agita dietro la cortina del reale...
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